Quali sono i termini e le decadenze per intimazione di pagamento (contenzioso esattoriale)?
**Termini e decadenze per l’intimazione di pagamento nel contenzioso esattoriale**
L’intimazione di pagamento è un atto formale con cui l’agente della riscossione invita il contribuente a versare quanto dovuto entro un termine specifico, prima di procedere con l’esecuzione forzata. I termini e le decadenze rilevanti sono disciplinati principalmente dal DPR 602/1973 e dalla normativa sulla riscossione coattiva.
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### Termine per la notifica dell’intimazione di pagamento
L’intimazione di pagamento deve essere notificata entro il termine di decadenza previsto per l’esecuzione forzata, che generalmente coincide con il termine di prescrizione del credito tributario, pari a 5 anni dalla data di notifica dell’atto impositivo o dalla scadenza del termine per il pagamento.
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### Termine per il pagamento dopo l’intimazione
L’intimazione di pagamento concede al contribuente un termine di 60 giorni per adempiere spontaneamente al debito. Trascorso tale termine senza pagamento, l’agente della riscossione può procedere con il pignoramento dei beni o altre misure esecutive.
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### Decadenza per mancata impugnazione
L’intimazione di pagamento non è un atto impugnabile autonomamente, ma costituisce presupposto per l’esecuzione. Tuttavia, il contribuente può proporre ricorso contro l’atto impositivo originario entro i termini previsti dallo Statuto del contribuente (generalmente 60 giorni dalla notifica dell’atto).
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### Effetti della decadenza
Se l’agente della riscossione non notifica l’intimazione entro i termini di legge o non rispetta i termini per l’esecuzione, il contribuente può opporsi all’esecuzione forzata per violazione delle norme procedurali.
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**In sintesi:**
– L’intimazione di pagamento deve essere notificata entro il termine di prescrizione del credito (5 anni).
– Il contribuente ha 60 giorni dall’intimazione per pagare.
– L’agente della riscossione può procedere all’esecuzione dopo 60 giorni.
– L’intimazione non è impugnabile autonomamente, ma è possibile contestare l’atto impositivo.
– Il mancato rispetto dei termini può comportare decadenza dell’agente della riscossione.
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Questi principi sono stati confermati da orientamenti di legittimità e dalla prassi amministrativa, ma è sempre opportuno verificare eventuali aggiornamenti normativi o prassi specifiche.
Studio Legale Artax – Avv. Giulio Risso
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