Come difendersi da cartella di pagamento e vizi frequenti nel contenzioso esattoriale?
### Come difendersi da una cartella di pagamento
La cartella di pagamento è un atto esecutivo con cui l’agente della riscossione intima il pagamento di tributi, sanzioni o altri crediti erariali. Difendersi efficacemente richiede di agire tempestivamente e con cognizione di causa.
**1. Verifica formale e sostanziale della cartella**
– Controllare che la cartella sia stata notificata correttamente, rispettando i termini e le modalità previste dal DPR 602/1973.
– Verificare la correttezza dei dati anagrafici, dell’importo richiesto e della causale.
– Accertarsi che non siano decorsi i termini di prescrizione o decadenza (generalmente 5 anni per i tributi).
**2. Richiedere copia integrale degli atti**
– È possibile chiedere all’agente della riscossione copia degli atti presupposti (avvisi, accertamenti, sanzioni) per valutare la legittimità del credito richiesto.
**3. Proporre ricorso**
– Se si riscontrano vizi o errori, il contribuente può proporre ricorso:
– Al giudice tributario, entro 60 giorni dalla notifica della cartella, secondo le modalità previste dal D.Lgs. 546/1992.
– Oppure, in alcuni casi, può presentare istanza di autotutela all’ente creditore o all’agente della riscossione.
**4. Sospendere la riscossione**
– Il ricorso sospende l’esecuzione della cartella, evitando azioni esecutive come pignoramenti o fermi amministrativi.
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### Vizi frequenti nel contenzioso esattoriale
Nel contenzioso relativo alle cartelle di pagamento, alcuni vizi ricorrenti possono costituire valide ragioni di difesa:
**1. Notifica irregolare**
– Mancata o errata notifica della cartella o degli atti presupposti.
– Mancata indicazione del termine per il ricorso o dei dati identificativi dell’agente della riscossione.
**2. Mancata o errata indicazione del debito**
– Importi non dettagliati o non corrispondenti agli atti originari.
– Addebiti di somme non dovute o già pagate.
**3. Prescrizione o decadenza**
– Richiesta di crediti oltre il termine di prescrizione (generalmente 5 anni).
– Mancato rispetto dei termini per l’iscrizione a ruolo o per la notifica.
**4. Vizi procedurali**
– Mancata comunicazione obbligatoria prevista dallo Statuto del contribuente.
– Irregolarità nella formazione del ruolo o nella delega all’agente della riscossione.
**5. Errori materiali o di calcolo**
– Calcoli errati di interessi, sanzioni o importi complessivi.
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### Consigli operativi
– Conservare tutta la documentazione relativa al debito e alle comunicazioni ricevute.
– Agire tempestivamente: la tempestività è fondamentale per non perdere i termini di impugnazione.
– Valutare la possibilità di definizione agevolata o rateizzazione, se prevista.
– Rivolgersi a un professionista esperto per una valutazione approfondita e per la predisposizione del ricorso.
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In sintesi, la difesa da una cartella di pagamento si basa su un’attenta verifica degli aspetti formali e sostanziali dell’atto, sulla tempestiva impugnazione e sulla conoscenza dei vizi più comuni che possono invalidare la pretesa erariale.
Studio Legale Artax – Avv. Giulio Risso
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