Quali sono i vizi più frequenti di ricorso e termini in Corte di Giustizia Tributaria nel contenzioso tributario?

Quali sono i vizi più frequenti di ricorso e termini in Corte di Giustizia Tributaria nel contenzioso tributario?

**Vizi più frequenti di ricorso in Corte di Giustizia Tributaria**

Nel contenzioso tributario, i ricorsi presentati davanti alla Corte di Giustizia Tributaria (Corte Tributaria Regionale o Commissione Tributaria Provinciale in primo grado, e Commissione Tributaria Regionale in secondo grado) possono presentare diversi vizi che ne compromettono l’accoglimento o la regolarità. Tra i più comuni si segnalano:

1. **Difetto di motivazione**
La mancanza di una chiara e specifica esposizione delle ragioni di fatto e di diritto che giustificano il ricorso, con conseguente violazione del principio di autosufficienza del ricorso stesso.

2. **Mancanza di interesse o legittimazione**
Il ricorrente deve dimostrare un interesse concreto e attuale alla pronuncia e la propria legittimazione ad agire; l’assenza di tali requisiti determina l’inammissibilità.

3. **Vizi formali e procedurali**
– Mancata indicazione dell’atto impugnato o indicazione errata.
– Mancata sottoscrizione del ricorso o assenza di procura speciale, se richiesta.
– Difetto di notifica o notificazione irregolare dell’atto impositivo o del ricorso.
– Mancato rispetto del termine per la proposizione del ricorso (generalmente 60 giorni dalla notifica dell’atto).

4. **Difetto di specificità e chiarezza**
Ricorso generico, con censure vaghe o indeterminate, che non consentono alla controparte e alla commissione di comprendere le ragioni del ricorso.

5. **Inammissibilità per motivi di merito non rilevanti**
Ad esempio, contestazioni che esulano dall’ambito tributario o che non attengono a questioni giurisdizionali.

**Termini nel contenzioso tributario**

Il rispetto dei termini è cruciale nel contenzioso tributario. I principali termini da osservare sono:

– **Termine per il ricorso**:
Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, secondo quanto previsto dal DPR 545/1992 e successive modifiche.

– **Termine per la notifica del ricorso**:
Il ricorso deve essere notificato alla controparte entro 30 giorni dalla data di deposito.

– **Termini per l’appello**:
L’appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza di primo grado.

– **Termini per la costituzione in giudizio**:
La costituzione in giudizio deve avvenire nei termini indicati dalla normativa e dai regolamenti interni, pena decadenza.

**Conclusioni**

I vizi più frequenti riguardano principalmente la forma, la tempestività e la chiarezza del ricorso, nonché la corretta notifica degli atti. Il rispetto rigoroso dei termini è essenziale per la validità del ricorso e per evitare l’inammissibilità o la dichiarazione di improcedibilità. Per una corretta proposizione del ricorso è sempre consigliabile un’attenta verifica preliminare della documentazione e delle modalità di impugnazione, conformemente alle disposizioni normative e agli orientamenti giurisprudenziali vigenti.


Studio Legale Artax – Avv. Giulio Risso

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